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Una giovane donna che ha sempre giurato di non volere figli e adesso invece... VOGLIO UN BAMBINO!!!
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Da qualche tempo girovagando per la rete mi sono imbattuta in alcuni blog dai contenuti agghiaccianti. SI parte dalle ragazzine che per dimagrire smettono di mangiare e chiedono consigli su come diventare anoressiche, a chi anoressica lo è davvero e ha una disperazione da strappare l’anima, a chi a 30 anni si cerca la donna in rete perché non è capace di fare in altro modo ed è convinto che alle donne fai un regalo e gliela danno, a chi disprezza gay, trans e handicappati ma conserva in freezer il suo animale domestico morto.
Dunque, io tendo sempre a non giudicare le persone e quello che fanno, da un lato perché la cosa non mi riguarda, dall’altro perché o si conosce profondamente la persona e le motivazioni che la muovono o è meglio starsene a bocca chiusa. E poi non si sa mai che prima o poi non ci si trovi nella stessa loro situazione e magari si fa pure peggio. Ma quando sento certe bestialità, quando si parla di discriminazione come se fosse una cosa corretta, quando si butta via la propria vita senza rendersene conto, quando si insultano le persone solo perché non si comportano come noi nei nostri sogni perversi abbiamo deciso, ecco allora io prima mi arrabbio come una iena e attacco (un amico mi ha soprannominata pitbull, non so se mi spiego!) ma poi mi fermo e inizio a farmi delle domande. Ma davvero c’è così tanta pazzia nel mondo, e nemmeno così lontano come crederemmo, o come sicuramente speriamo! Davvero ci sono così tante persone con problemi e seri. E accanto a queste persone nessuno si accorge che hanno bisogno di essere curati, nessuno prova pena per loro, nessuno li prende a schiaffi fino a che non ricominciano a ragionare? Mi spaventa un po’ questa follia dilagante perché mi chiedo se sarei in grado di accorgermi di un disagio così forte in mio figlio, se saprei guidarlo e accompagnarlo, se mi affiderei a qualcuno con le giuste competenze o se chiuderei gli occhi fingendo che tutto vada bene.
Le stesse cose me le sono chieste leggendo La solitudine dei numeri primi, ma lì da un lato mi rassicuravo dicendo “è un libro”. Per carità anche un blog non è detto che sia vero ma l’impressione che mi fa è tanta, ed è anche tanta la paura di trovarmi a stretto contatto con persone così infelici e così malate, la paura di non poter fare nulla e anzi di aggravare la situazione.
